Introduzione
Se a volte pare che l’unico modo di raggiungere le nostre bellissime località balneari sia l’infilarsi in una lenta coda di automobili, tra il rumore e i fumi dei gas di scarico, l’invito è invece un altro: godere non solo la meta, ma anche il viaggio. La rete dei canali, le inconfondibili sagome delle idrovore che costellano le terre di bonifica, la geometria dei campi coltivati, la curiosa altimetria del terreno che fa sì che la campagna si trovi a volte ben al di sotto del livello dei corsi d’acqua che la attraversano, il sistema di siepi e argini, gli stessi relitti delle vecchie costruzioni di edilizia rurale, sono alcuni degli spettacoli offerti al visitatore che vi si accosta con pazienza e rispetto. Da questa prospettiva, l’arrivo agli ampi orizzonti del mare ha ancora più il gusto di una scoperta: ed è bene ricordare che, se durante l’estate la vivacità della stagione balneare risulta attraente e quasi irresistibile, non meno fascino ha godere di mare e pineta nei mesi invernali, quando il silenzio e la quiete promettono un piacere diverso, ma non meno intenso, e la natura e gli esemplari di fauna selvatica ancora presenti nel nostro litorale riprendono il sopravvento. A tutti…buona pedalata!
Descrizione del percorso Cinto Caomaggiore - Caorle (km 34)
Presso Villa Bornancini inizia il nostro percorso, giriamo a sinistra su Via Roma e dopo 300 metri giriamo a destra su Via Zamper, percorriamola per 1,8 Km. e poi giriamo a sinistra su Via Bandida e proseguiamo su Via Maute e Via Villa Summaga che dopo l'attraversamento della SR53 diventerà Via San Benedetto, proseguiamo per altri 450 metri poi giriamo a sinistra su Via Montecassini, dopo altri 450 metri giriamo a destra su Via Noiare, proseguiamo per 850 metri poi giriamo a sinistra su Via Noiari che diventerà dopo 1,8 Km. Strada Provinciale 67 Portogruaro Fossa Contarina/SP67, proseguiamo per 1,6 Km. e arriveremo a Concordia Sagittaria.
Proseguiamo dritti su SR66 per per 200 metri poi continuiamo tenedo la destra su Via I Maggio, attraversiamo il fiumr Lemene e giriamo a destra su Piazza G.Matteotti/SP68 che diventerà Via Cavanella e dopo 2,6 Km. teniamo la destra su Via Frattuzza, dopo 1,3 Km. giriamo a sinistra su Via Violin che ci porterà dopo 2 Km. su Terre di Bonifica.
Continuiamo su Via Violin per altri 1,5 Km. poi giriamo a destra su Strada Provinciale Jesolana/SP42, dopo 1,4 Km. giriamo a sinistra su Strada Durisi e dopo 1,7 Km. prima del fiume Lemene giriamo a sinistra e costeggiamo il fiume per 3,9 Km. poi lo attraversiamo su Via S.Gaetano, teniamo ladestra su Stradone R. Franchetti e dopo 80 metri giriamo a sinistra per andare al vecchio borgo di San Gaetano.
Torniamo indietro e riprendiamo a destra lo Stradone R. Franchetti, teniamo la destra su Str.Riello e proseguiamo per 2,4 Km. poi giriamo a sinistra su Via Cadore/SP59, proseguiamo per 3,5 Km. poi teniamo la sinistra su Str.Nuova, alla rotonda prendiamo la seconda uscita su Piazza Papa Giovanni e dopo 150 metri teniamo la sinistra su Campo Castello/Via Largo Gandolfo, dopo 50 metri giriamo a destra su Piazza S.Pio X, dopo 20 metri giriamo a sinistra su Piazza Vesvovado e dopo 40 metri teniamo la destra su Piazza Vescovado ed arriveremo al Campanile del Duomo di Caorle.
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Descrizione del percorso Cinto Caomaggiore - Brussa (km 34)
Presso Villa Bornancini inizia il nostro percorso, giriamo a sinistra su Via Roma e dopo 300 metri giriamo a destra su Via Zamper, percorriamola per 1,8 Km. e poi giriamo a sinistra su Via Bandida e proseguiamo su Via Maute e Via Villa Summaga che dopo l'attraversamento della SR53 diventerà Via San Benedetto, proseguiamo per altri 450 metri poi giriamo a sinistra su Via Montecassini, dopo altri 450 metri giriamo a destra su Via Noiare, proseguiamo per 850 metri poi giriamo a sinistra su Via Noiari che diventerà dopo 1,8 Km. Strada Provinciale 67 Portogruaro Fossa Contarina/SP67, proseguiamo per 1,6 Km. e arriveremo a Concordia Sagittaria.
Proseguiamo dritti su SR66 per per 200 metri poi continuiamo tenedo la destra su Via I Maggio, attraversiamo il fiume Lemene e giriamo a destra su Piazza G.Matteotti/SP68 che diventerà Via Cavanella, continuiamo per 6 Km. poi giriamo a sinistra su Strada Provinciale Jesolana, dopo 350 metri giriamo a destra su Via Casoni e dopo 600 metri ancora a destra su Via Braccianti, dopo 100 metri giriamo a destra su Via Villaviera, proseguiamo per 3,4 Km. poi giriamo a destra su Via Sindacale e dopo 500 metri giriamo a sinistra su Via Villaviera, proseguiamo per 700 metri poi giriamo a destra su Strada Alberoni, dopo 1,5 Km. all'incrocio giriamo a sinistra, continuiamo per 1,4 Km. poigiriamo a destra su Via Brussa che dopo 700 metri diventerà Strada Provinciale Portogruaro Brussa, continuiamo per 4 Km. poi teniamo la sinistra per rimanera sulla provinciale, proseguiamo per altri 2,2 Km. poi giriamo a destra e dopo 450 metri giriamo ancora a destra proseguiamo per 150 metri e ci troveremo sulla Spiaggia della Brussa.
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Descrizione del percorso Cinto Caomaggiore - Bibione (km 39)
Da Villa Bornancini inizia il nostro percorso. giriamo a sinistra imboccando Via Umberto Grandis SP78 e proseguiamo su SP28, prendiamo la prima strada a destra dopo il raccordo con l'autostrada A28 e proseguiamo per 2 Km. poi giriamo a sinistra su Via Giovanni Pascoli, dopo 600 metri giriamo a destra su Via IV Novembre/SP76 e subito a sinistra su Via S.da Ronci, proseguiamo per altri 2,4 Km. poi giriamo a destra su Via Frassinedo e dopo 70 metri a sinistra su Via Boldara, proseguiamo per 500 metri e giriamo a destra su Via Trieste, proseguiamo per 850 metri e giriamo a destra su Strada Regionale 463, prendiamo la prima strada a sinistra, Via Teglio e dopo 130 metri a sinistra su Via Udine/SP93 per 10 metri poi giriamo a destra su Via Portogruaro/SP91, proseguiamo per 500 metri e giriamo a destra su Via Edmondo De Amicis, dopo 1,2 Km. alla rotonda prendiamo la seconda uscita su Via Silvio Pellico e dopo 400 metri teniamo la sinistra su Via Carlo Altoviti/SP73, dopo 250 metri prendiamo la prima strada a destra poi la prima a sinistra e poi ancora a sinistra su Via Carnielli Don Candido che diventerà Via Giuseppe Barbuio e poi all'incrocio giriamo a destra su Via Pio X, a detra su Via Leonardo Zannier/SP92, a sinistra su Via Camillo Benso Conte di Cavour ancora a destra per rimanere sulla via e poi a sinistra su Via Daniele Manin, proseguiamo per 400 metri e giriamo a destra su Via San Marco che diventerà Via Aldo Moro, continuiamo fino alla rotonda dove prenderemo la terza uscita su SS14, alla rotonda andiamo dritti su SS14 e prendiamo la prima strada a destra, proseguiamo per 3,5 Km. e continuiamo su Via Taglio, alla fine della strada giriamo a sinistra su Strada Provinciale Jesolana, dopo 600 metri giriamo a destra su Via Musili e dopo 950 metri a sinistra su Via Armentarezza, proseguiamo per 650 metri poi giriamo a destra su Via A.Moro/SP74, alla seconda rotonda prendiamo la prima uscita su Via Marinella, proseguiamo per 2,4 Km. poi giriamo a destra su Via S.Falcomer/SP74, continuiamo per 3,8 Km. e alla rotonda prendiamo la seconda uscita su Via Pineda/SP74, dopo 1,5 Km. alla rotonda proseguiamo dritti su Corso del Sole, dopo 750 metri giriamo a destra su Via Argo e dopo ancora 250 metri a sinistra su Via Andromeda, proseguiamo per 1 Km. poi giriamo a sinistra e giungeremo sulla Pista Ciclabile Lungomare di Bibione.
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Terre di bonifica
Il Consorzio di bonifica “Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento”, è un vasto comprensorio delimitato a est e a ovest dai due fiumi omonimi. E’ caratterizzato inoltre da una fitta rete di canali naturali e artificiali, che segnano profondamente e in modo caratteristico il paesaggio agrario.
Proprio a causa della particolare altimetria dei terreni, questi canali, nella loro parte terminale, non riescono più a ricevere naturalmente il carico d’acqua, e procedono quindi verso la foce incanalati tra gli argini. Proprio gli argini costituiscono un luogo ben conosciuto e amato nelle tradizioni locali, meta di pescatori come di escursioni primaverili.
Particolarmente significativi e facilmente riconoscibili grazie ai loro peculiari particolari architettonici appaionio allora gli edifici delle idrovore, la cui costruzione risale agli anni ’20 e ’30 del secolo scorso (per saperne di più: www.pianuraveneta.it).
Se in tutti gli edifici è agevole osservare il complesso di pompe e chiuse che regolano le acque, è interessante notare nei pressi dell’idrovora Sindacale, in Via Canalon, il fenomeno sopra descritto: qui infatti il livello dei campi, nel suo punto più basso, è visibilmente inferiore alla linea di scorrimento del corso d’acqua. Vi invitiamo a cogliere questo, come del resto altri particolari, non dal finestrino di un’automobile o dalla sella di uno scooter, ma dall’alto del sellino di una bicicletta!
Concordia Saggittaria
Il primo insediamento nella zona di Concordia può essere fatto risalire nel periodo tra il IX° e l’VIII° secolo a.C.; tuttavia, la storia della cittadina venne profondamente segnata dall’occupazione romana tra il 40 ed il 42 a.C. Fu l’imperatore Ottaviano Augusto a fondare la colonia Iulia Concordia, con il duplice scopo di creare un avamposto militare che difendesse i confini a nord-est dell’Impero, sistemando nel contempo i veterani del suo esercito. Concordia divenne quindi una realtà importante, con un proprio teatro, templi, sepolcreti, fortificazioni, strade (la famosa Via Annia) e percorsi fluviali e lagunari. Numerosi reperti risalenti a quest’epoca si possono ancora ammirare nei siti archeologici cittadini. Coinvolta dalle invasioni barbariche a partire dal III secolo d.C., ebbe un ruolo attivo nell'ambito dell'impero: a questo periodo risale la fabbrica di frecce, sagittae, dalla quale deriva il nome “Sagittaria”. A partire dal 452 fu invasa dagli Unni di Attila, da Longobardi e Franchi: solo la chiesa rimase custode di cultura e tradizioni. L’attuale cattedrale di S. Stefano, risalente all’XI sec., sorge sulle rovine di due precedenti basiliche. Fiorente nell’epoca rinascimentale, vide tuttavia, a partire dal XVII secolo, un lungo fenomeno di spopolamento e impoverimento, dovuti all'insalubrità della zona, disseminata di ampie zone paludose e acquitrini. Solo gli interventi di bonifica, iniziati verso la metà del secolo scorso, determinarono una generale ripresa per la vita della città. Tale importante conquista è ancor oggi ricordata dalla statua posta di fronte al municipio, raffigurante uno “scariolante”, affettuosamente conosciuto dalla popolazione come “Toni dell’aga”.
Caorle
L’antico centro urbano di Caorle vede risalire la sua fondazione ad almeno duemila anni fa, come attestano numerosi rinvenimenti archeologici.
Entrando nella città, la prima cosa che si nota è il pittoresco porto peschereccio tuttora molto attivo, la cui tradizione convive felicemente con la moderna vocazione turistica di questo centro balneare.
Al giorno d’oggi, la città presenta in modo pressochè inalterato il suo compatto centro storico dalla caratteristica impronta veneziana, con calli, campielli, campi e case dai colori pastello. Il nucleo del centro storico è sorto nei secoli passati intorno al Duomo romanico, dedicato a S. Stefano, la cui fondazione viene fatta risalire dai documenti al 1038. In seguito venne aggiunto, nel 1080, il campanile a forma cilindrica, uno dei simboli della città.
Altrettanto cara alla devozione popolare è invece la chiesetta della Madonna dell’Angelo, posta sugli scogli, proprio davanti al mare. Il Santuario ricostruito nel 1751, ricorda il rinvenimento miracoloso in mare, su di un trono di marmo, di un’immagine della Madonna dell'Angelo, protettrice della comunità dei pescatori della città.
L’arenile, che si snoda per una lunghezza di 18 Km, è diviso in due parti dalle foci del fiume Livenza, e nel periodo estivo offre numerose occasioni di sport, divertimento e riposo. Dall’alto del ponte di accesso alla città, si nota sul lato destro l’inconfondibile complesso del veccho “borgo Sansonessa”, con i suoi caratteristici edifici in mattoni.
San Gaetano
Il vecchio borgo di San Gaetano, a ridosso della laguna di Caorle, è rimasto pressochè immutato dai tempi della sua fondazione. Il nucleo abitativo è dominato dal Palazzo dei nobili Franchetti; altrettanto interessanti sono le vecchie abitazioni e i magazzini del complesso, dalle riconoscibili caratteristiche architettoniche. Il luogo è famoso anche dal punto di vista letterario, in quanto vi soggiornò per alcuni periodi lo scrittore americano Ernest Hemingway, ospite dell’amico Nanuk Franchetti e grande appassionato della caccia “in botte”, tipica di queste valli. Si pensa che proprio i paesaggi intorno al borgo abbiano ispirato allo scrittore alcune ambientazioni del suo libro Di là dal fiume e tra gli alberi.
Brussa
Lasciata alle spalle l’idrovora in località Bacino Villa, si giunge in breve al piccolo centro abitato della Brussa. Qui, attraversando il ponte che supera il Canale Cavanella, appare davanti agli occhi l’affascinante paesaggio dell’oasi lagunare di Vallevecchia, posta tra i fiumi Tagliamento e Livenza. Quest’ultima costituisce un prezioso esempio di territorio costiero sabbioso, le cui peculiarità sono rimaste sostanzialmente integre, nonostante le opere di bonifica. Acque marine, lagunari e fluviali si incontrano qui contribuendo a creare un ecosistema assai interessante dal punto di vista ecologico. Storicamente, le paludi presenti in questo luogo, videro lo svolgimento di un’opera di bonifica nel periodo compreso tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Al periodo tra le due guerre risale anche l’inizio della creazione della pineta a prevalente Pinus pinea, che costituisce una grande macchia verde visibile sia dal mare, sia dal ponte di acccesso all’oasi.
A partire dagli anni Novanta, l’azienda regionale “Veneto Agricoltura” ha dato il via ad una serie di opere di rinaturalizzazione e riqualificazione volte alla ricostruzione di ambienti palustri, siepi ripariali e aumento della superficie boschiva. Tale importante intervento è ancora in corso, e prevede tra l’altro l’apertura del Museo Ambientale di Vallevecchia che sarà inaugurato quest'anno. Ospiterà le attività di educazione ambientale e sarà punto di partenza delle escursioni.
Tra le caratteristiche più originali del luogo c’è proprio la convivenza tra aree coltivate, siepi agricole e biotopi propri delle dune sabbiose a vegetazione arbustiva, della pineta mista, dei boschi igrofili e della palude d’acqua dolce, con la presenza di numerosi e suggestivi stagni, canneti e sacche lagunari. Il suo complesso mosaico ambientale determina una particolare ricchezza naturalistica; tale varietà di ambienti costituisce quindi un reperto prezioso di biodiversità.
Dal punto di vista faunistico, l’oasi presenta aspetti altrettanto interessanti. Oltre agli esemplari di fauna d’acqua dolce, lagunare e salmastra, quali molluschi, crostacei e pesci tipici dei tre ecosistemi, e numerose comunità di insetti, anfibi e rettili, trovano ospitalità piccoli e grandi mammiferi tra i quali la volpe, la faina, la lepre e il capriolo. L’area è particolarmente importante dal punto di vista avifaunistico: piccole altane permettono agli appassionati di bird-watching l’osservazione dei tanti uccelli stanziali e di passo tra i quali vari rapaci, aironi, alzavole, fagiani, tuffetti e numerose altre specie. Proprio per la presenza di questa interessante varietà di habitat, Vallevecchia è stata riconosciuta dalla Comunità Europea, come Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria.
Bibione
Bibione è una bella cittadina di mare della riviera adriatica, sviluppatasi tra il Porto di Baseleghe e le foci del fiume Tagliamento. A partire dagli anni ’20 del secolo scorso, l’area è stata oggetto di una vasta e importante opera di bonifica.
E’ ancora possibile, in certe zone, osservare la presenza di squarci della grandissima pineta che in passato caratterizzava tutta la zona.
Il vastissimo arenile, lungo 8 km e largo in alcuni punti fino a 400 m, è senz’altro una delle caratteristiche più note, anche all’estero, di questa località; la sua profondità rende possibile, oltre alla balneazione, numerose attività sportive e ricreative. Si ritiene particolarmente opportuno segnalare l’interessante percorso ciclabile che consente di percorrere l’arenile in tutta la sua lunghezza, consentendo al visitatore di poter godere la vista del mare e spostarsi in modo sicuro.
All’estremo margine ovest della laguna, di fronte al Porto Baseleghe, sono ancora oggi visibili i tradizionali “casoni”, tipiche costruzione di legno e canne palustri caratteristiche di questo ambiente vallivo, usati ancora oggi dai pescatori in particolari periodi di pesca. La caratteristica costruzione del faro, risalente ai primi anni del Novecento, è visibile avvicinandosi lungo l’arenile alla foce del fiume Tagliamento. Posto ai margini di una bellissima pineta percorribile anche grazie a un sentiero naturalistico, ha visto nascere nelle sue vicinanze, negli ultimi anni, un tentativo di “rinaturalizzazione” della spiaggia. Un percorso segnalato guida il visitatore tra le dune di nuova formazione, sottolineando le particolari caratteristiche di flora e fauna proprie di questo ambiente naturale.
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